La corrente d'aria preannuncia ai visitatori la grande estensione della cavità che si accingono a percorrere. L'ingresso immette in un'ampia galleria ellittica le cui pareti mostrano tracce evidenti di un'attività erosiva abbastanza recente. Si attraversa quindi una sala dove durante i lavori di allestimento dei sentieri sono venute alla luce numerose ossa di Orso delle Caverne. Seguono alcune marmitte d'erosione ed un altra galleria ellittica che si divide in due bracci sovrapposti. Quello inferiore si immerge totalmente nell'acqua di un sifone, quello superiore, artificiale, consente ai visitatori di superare in qualsiasi momento il tratto allagato. Poco più avanti il sifone riemerge formando un profondo laghetto dalle acque smeraldine.

Lasciato a sinistra l’imbocco della "Diramazione delle Meraviglie" si prosegue lungo una grande galleria riccamente concrezionata ("Galleria Principale") fino a raggiungere uno specchio d'acqua ("Lago dei Cristalli") che riflette un candido colonnato formato dall'unione di stalattiti e stalagmiti.

Proseguendo oltre una leggera strozzatura si entra nella indimenticabile "Sala del Ciondolo", dove a grandi drappeggi policromi, flessuosi e trasparenti, si affiancano grosse colate dai colori vivissimi e bizzarre stalattiti contorte. II pavimento è interamente rivestito da massicce concrezioni stalagmitiche.

Segue la "Sala del Crollo", alta più di venti metri, con imponenti colate di colore giallo e arancione che coprono e cementano un ammasso di blocchi rocciosi staccatisi dalla volta in tempi remoti. Tra le forme armoniose di queste concrezioni è possibile scorgere veri e propri gruppi scultorei creati dalla fantasia della Natura.

Più avanti, oltre la magnifica colata del "Camino rosa", il sentiero attraversa la "Sala dei Monumenti" e la "Galleria dei Drappeggi", sfiora l’imbocco della "Galleria Intermedia", via di ritorno del "secondo itinerario", e raggiunge la base di un grande pozzo di oltre 40 metri, le cui pareti strapiombanti sono in gran parte rivestite dalle concrezioni ("Sala dei 30 metri"). Durante le piene, dalla sommità di questa voragine, una fragorosa cascata precipita verso un oscuro crepaccio fiancheggiato da grosse stalagmiti piatte.

Procedendo ulteriormente, il sentiero si inerpica con una ripida scalinata verso il "Valico", oltre il quale, discesa una ventina di gradini, si sosta sull'orlo del "Baratro dei Giganti", dove termina il "primo itinerario".