La prima spedizione condotta a fini di studio venne organizzata nel 1929 dal Gruppo Speleologico Fiorentino del C.A.I., che si arrestò a circa 60 metri dall'ingresso, di fronte ad un sifone, nel quale si immergeva la galleria.

Ebbe maggior fortuna nel 1961 il Gruppo Speleologico Bolognese del C.A.I., quando entrò nella grotta durante una forte siccità che aveva sensibilmente abbassato il livello dell'acqua. In quell'occasione vennero esplorati 640 metri di gallerie.

L'esplorazione più importante fu comunque quella effettuata nel settembre del 1964 dal Gruppo Speleologico Lucchese del C.A.I., che portò lo sviluppo di questa cavità a 1110 metri, realizzando il rilevamento topografico, uno studio geomorfologico preliminare e un'abbondante documentazione fotografica.

Nel 1968 il Gruppo Speleologico Garfagnana-Grotta del Vento iniziava un ciclo di studi che negli anni successivi avrebbe più che raddoppiato la parte conosciuta della grotta.

Nel 1975 la sua estensione era di 2470 metri. Ai rami esplorati nel 1964, in gran parte attrezzati turisticamente, si erano aggiunte altre importanti vie nuove, quali la Diramazione dell'Intermedia e il Ramo dell'Infinito, oggi percorso
dai sentieri del terzo itinerario.

Al momento attuale, nella Grotta del Vento si conoscono oltre quattro chilometri e mezzo di gallerie. Restano ancora da esplorare almeno una ventina di diramazioni.


Spaghetti nella Diramazione del Paradiso.