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Da Piazza al Serchio si risale la valle del Serchio di Gramolazzo, fiancheggiata nel primo tratto da scure rocce di origine vulcanica. Superato l'abitato di Nicciano (Km. 2,7) ed il bivio per Castagnola, si giunge in vista della diga che, sbarrando la valle, ha creato il lago di Gramolazzo, nel quale si riflette il caratteristico profilo del M. Pisanino. Per chi viaggia con l'auto propria è opportuna una breve deviazione per Castagnola, un paesino che riveste la cima tondeggiante di un colle dal quale si può ammirare una splendida veduta del lago con lo sfondo delle maggiori vette delle Apuane settentrionali; un'immagine divenuta ormai il simbolo dell'Alta Garfagnana. Superato Gramolazzo (Km. 7,7), giunti davanti a una galleria, si svolta a sinistra, risalendo a mezza costa la valle stretta e profonda dominata dai ripidissimi prati del M. Pisanino. Improvvisamente la valle si allarga, assumendo l'aspetto dell'anfiteatro di origine glaciale dal fondo piatto ed erboso (Serenaia), circondato da alte montagne. Parcheggiata l'auto (o il pullman) presso il rifugio "Guido Donegani" (Km 16,2), mediante il sentiero N° 37 si sale in circa un'ora alla erbosa "Foce di Giovo" (m. 1500) e ci si dirige verso nord evitando con un sentierino pianeggiante la rocciosa "Q. 1539". Si procede quindi tra rocce e arbusti di faggio toccando più volte il filo della cresta fino a una marcata forcella (Q. 1497), dove inizia la salita verso la vetta del Pizzo d'Uccello, il monte più settentrionale delle Alpi Apuane. La salita, facile e divertente, avviene in un'ora e un quarto dalla Foce di Giovo su rocce, brevi camini e dossi sassosi seguendo la segnaletica azzurra che conduce prima all'anticima sud, quindi, oltre un intaglio, sulla cima principale, sospesa sul vuoto dell'immensa "parete nord", alta oltre 700 metri. Il ritorno (si raccomanda la massima cautela in discesa) avviene per la stessa via. Chi volesse ammirare la parete nord in tutta la sua e imponenza, poco prima di quota 1497 può portarsi ad est del crinale e, in meno di un quarto d'ora, raggiungere per tracce di sentiero la piatta e rocciosa "Q. 1590".
DURATA:mezza giornata per il tratto automobilistico, una compreso il Pizzo. DIFFICOLTÀ: la divertente facilità dell'arrampicata non deve far dimenticare la prudenza; qualsiasi caduta potrebbe trasformarsi in una tragedia. CONSIGLI:limitarsi al tratto automobilistico se si soffre di vertigini. |