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Da Castelnuovo si sale sul "Piano Pieve", dove si devia verso sinistra risalendo la strada che costeggia a distanza la valle del Serchio. Superato l'abitato di Villetta, dove il ponte ferroviario in muratura più alto d'Europa scavalca il fiume in vista della pittoresca chiesa di Sambuca, si prosegue attraverso il comune di S. Romano, dominato dalla mole severa della rocca medievale di Verrucole. Proseguendo, si attraversa S. Donnino, si passa accanto ai "Doglioni" (Km. 14), caratteristici picchi di forma conica costituiti da roccia vulcanica, e si prosegue verso Sillano (Km. 20,5), noto centro di villeggiatura situato ai piedi del Passo di Pradarena (m. 1579) importante valico appenninico che collega tra loro le provincie di Lucca e Reggio Emilia. Imboccata a Sillano la strada che si inoltra nella valle del Serchio di Soraggio, dopo circa due chilometri si giunge in vista di una stretta gola dalle pareti perfettamente verticali collegate da un ponte di ferro costruito per raggiungere una centrale idroelettrica. Per ammirare da vicino la bellissima gola è necessario percorrere a piedi fino al ponte di ferro una strada privata, il cui accesso è vietato al transito veicolare. Continuando lungo la strada principale, si passa sotto l'abitato di Rocca mediante una breve galleria e, giunti a Villa Soraggio, si svolta a destra attraversando il fiume, si supera un'altra breve galleria e si arriva sulla diga del piccolo lago di Vicaglia, uno dei più pittoreschi della Garfagnana. Affacciandosi dalla diga, si può osservare come tutti i corsi d'acqua scorrono in quel punto attraverso impressionanti forre contorte fiancheggiate da pareti pressoché verticali.
| Una faggeta nel Parco dell'Orecchiella. | |
Superata la diga si sale, prima tra folti castagneti, quindi tra prati punteggiati da macchie di conifere fino al Parco dell'Orecchiella (Km. 29), dove al centro di una vasta area dove vivono in libertà cervi, daini, cinghiali e caprioli, sorge, sulla riva di un laghetto, un "centro accoglienza" dotato di ufficio informazioni e di una bella mostra permanente sugli aspetti naturalistici del Parco. Poco distante si può visitare un interessante orto botanico. Scendendo verso valle si passa sotto il ripido versante sud-occidentale del M. Pania di Corfino e si arriva a Corfino (Km. 35), famosa stazione climatica sita in posizione panoramica, con numerose abitazioni costruite nel tipico stile garfagnino, ricco di balconi coperti e di altane con file di archi sorretti da colonne di pietra. Continuando a scendere, si attraversa un altissimo ponte in cemento armato che scavalca il profondo vallone carsico del Fiume di Corfino. Poche decine di metri più avanti, si apre sul bordo della strada l'imbocco di una grotta ad andamento pianeggiante (Grotta delle Fate), lunga un centinaio di metri e non attrezzata per le visite turistiche. La percorribilità è abbastanza facile se si dispone di propri mezzi di illuminazione e di stivali con suola di gomma dura fortemente scolpita, ma bisogna fare molta attenzione al sottile strato di fanghiglia viscida che, coprendo ovunque il pavimento irregolare, può facilmente provocare pericolose cadute. Proseguendo si supera il paese di Villa Collemandina, quasi interamente ricostruito dopo il catastrofico terremoto del 1920, e poco oltre ci si innesta sulla S.S. N° 324 svoltando a destra e raggiungendo Castiglione di Garfagnana (Km. 43,5) grosso paese di origine medievale dominato da un castello e completamente circondato da una cinta di mura con numerose opere di architettura militare. Continuando a scendere, oltre Pieve Fosciana si arriva a Castelnuovo (Km. 50,5).
DURATA:si può impiegare mezza giornata ma per apprezzare meglio la bellezza e la varietà dei luoghi è meglio dedicare a questa facile escursione l'intera giornata.
DIFFICOLTÀ:nessuna. Volendo visitare, con le dovute cautele, la Grotta delle Fate, raccomandiamo di abbondare nell'illuminazione individuale, consigliamo inoltre l'uso del casco protettivo. Portare vestiario di ricambio per non sporcare, al ritorno, i sedili dell'auto.
CONSIGLI:guidare con prudenza nei tratti più stretti e tortuosi.
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