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Brancoleria, Borgo a Mozzano, Pescaglia, Estremo sud delle Alpi Apuane (M. Piglione, M. Prana, M. Bargiglio). |
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Si tratta di un’area piuttosto eterogenea che comprende sia una zona apuana, nella quale si elevano le cime più meridionali (M. Prano, m. 1221 e M. Piglione, m. 1233), modeste come quota, ma decisamente alpestri, sia una zona preappenninica, la Brancoleria (estremo ovest dell’Altopiano delle Pizzorne) che, in gran parte coperta da folti boschi e dalla macchia mediterranea, si trova quasi tutta all’interno del territorio comunale di Lucca.
La zona apuana, che costituisce circa il 75% del settore, è situata per la massima parte nei comuni di Borgo a Mozzano e di Pescaglia, entrambi caratterizzati da una forte tendenza all’espansione industriale, anche se gli insediamenti produttivi di Pescaglia non si sviluppano nella valle del Serchio, ma nella vicina Val Freddana, tra Lucca e Camaiore.
Non ospitando calcari autoctoni cristallini, il "settore 1", è privo di cave di marmo; sono invece presenti alcuni grandi complessi estrattivi (in genere abbastanza nascosti alla vista) che producono enormi quantità di calcare amorfo, utilizzato soprattutto nel campo dell’edilizia stradale per riempimenti, massicciate ed asfalto.
Nonostante la vicinanza della città e di vaste aree a sviluppo industriale, la zona in oggetto comprende, soprattutto nella parte apuana, aspetti molto interessanti dal punto di vista morfologico, con ampi prati, rilievi slanciati, creste sottili, e profondi precipizi. Tra queste montagne, dalle quali si dominano splendidi panorami anche verso la costa tirrenica, i corsi d’acqua hanno inciso profondi e cupi solchi vallivi, come il Rio delle Campore, in comune di Pescaglia, che scorre sul fondo di una delle valli più selvagge e deserte dell’intera provincia. Grandi dirupi e rocce calcaree affioranti caratterizzano in parte anche la zona preappenninica (situata ad est del fiume Serchio), che nella parte più elevata è però caratterizzata da profili decisamente più tondeggianti, sempre coperti da fitti boschi, interrotti qua e là da verdi radure di limitata estensione. La sommità dei rilievi diviene lievemente ondulata o addirittura pianeggiante sull’altopiano delle Pizzorne, dove la presenza delle arenarie, molto più aggredibili dagli agenti atmosferici rispetto ai calcari, ha favorito un più rapido livellamento dei profili.
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