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La variegata successione degli eventi storici che in Garfagnana si sono susseguiti fino all'unità d'Italia ha certamente influito sulla formazione della cultura popolare, arricchendola di numerose influenze. Il relativo isolamento in cui la Garfagnana è rimasta fino ad oggi a causa della particolare posizione geografica e della viabilità difficoltosa, ha inoltre contribuito alla conservazione delle peculiarità linguistiche, spesso molto diverse da paese a paese, e delle tradizioni popolari, alcune delle quali, seppure inserite in un contesto cristiano, risentono ancora di influenze pagane. Anche numerose superstizioni, che sarebbe logico ritenere relegate tra i ricordi del passato, sono ancora abbastanza radicate tra i residenti autoctoni, non solo nella Valle del Serchio, ma in tutta la Lucchesia. Se ne ebbe un esempio alcuni anni orsono quando a Santa Maria del Giudice, nelle colline che dividono Lucca da Pisa, si scatenò per diversi giorni un'accanita caccia al "Linchetto", spiritello burlone che qualcuno (forse in seguito a un'abbondante bevuta) asseriva di aver visto aggirarsi tra le vie del paese mentre si muoveva goffamente emanando miasmi sulfurei. Secondo la tradizione popolare il Linchetto, detto in Garfagnana "Buffardello", sarebbe un folletto dispettoso ma non cattivo che si divertirebbe a scoprire improvvisamente i dormienti, a ostacolare la loro respirazione sedendoglisi sul petto (una spiegazione primitiva dell'asma?), oltre che ad annodare i lunghi capelli delle fanciulle ed i crini della coda dei cavalli. Un'altra leggenda popolare, riguardante la presenza sulle nostre montagne di strani animali di derivazione mitologica, ebbe un recente riscontro nel 1989, quando per parecchi giorni si parlò della ripetuta apparizione, nella zona del Monte di Gragno (Gallicano), di un drago che, sputando fuoco, aveva fuso le canne del fucile a un cacciatore che cercava di colpirlo. Naturalmente, come in tutte le moderne leggende metropolitane, tutti davano per certe queste notizie, ma sempre per sentito dire, e mai fornendo testimonianze dirette.
| Mascherone posto su un architrave per esorcizzare presenze sataniche (Val di Lima). |
Un altro episodio recente, da riallacciare forse alle antiche storie sull'esistenza dell'"Uomo Selvatico", essere primitivo dall'indole mite che insegnava il mestiere ai pastori e ai contadini, fu quello di ripetuti avvistamenti, avvenuti nel 1975, di un essere umano vestito di pelli o di stracci che si aggirava tra le montagne di Barga. Questo individuo, che nessun cacciatore o boscaiolo riuscì mai ad avvicinare, si rifugiava spesso in capanne abbandonate, dove lasciava sementi, tracce di cibo e semplici attrezzi agricoli sottratti altrove. Verità o leggenda? Certo, in questo caso, potrebbe trattarsi anche di uno squilibrato o di un ricercato, oppure di qualcuno che, dopo aver frequentato un corso di sopravvivenza, voleva mettere alla prova le proprie capacità. Tra le pratiche ancora diffuse che hanno radici in antiche superstizioni troviamo quella della "segnatura", effettuata generalmente da donne anziane che si ritengono dotate di poteri soprannaturali. Essa è composta da una parte gestuale, che consiste nel tracciare con le mani o con un talismano particolari segni sulle parti malate, e da una contemporanea parte verbale costituita dalla recitazione di formule magiche. All'aspetto "pagano" della segnatura, si unisce spesso quello "cristiano", quando questa è preceduta o seguita dal segno della croce e da preghiere tradizionali. Con questo procedimento si curano malefici (il malocchio) e varie malattie o situazioni di malessere, quali la cefalea, il mal di denti, Il fuoco di S. Antonio e soprattutto i porri, escrescenze cutanee che si formano sul dorso delle mani e, più raramente, dei piedi.
| Incisioni rupestri nellÁltopiano della Vetricia sull'orlo del Canale dell'Inferno. |
Abbastanza diffusa la "paura", che può indicare sia i fantasmi, sia indefinite presenze inquietanti. Molti i luoghi e gli edifici in cui questa presenza diviene palpabile perché "ci si sente". È il caso di un'area comprendente l'Altopiano della Vetricia (vedi escursione 8) e il "Canale dell'Inferno", sul massiccio delle Panie, "zona da evitare al cader della notte" perché secondo antiche leggende vi apparirebbero spettri e strani animali e, all'imbrunire, si vedrebbero i lumi degli "streghi" che si riuniscono a convegno per celebrare riti satanici. Certo è che quei luoghi spettrali possono ancora incutere un senso di inquietudine, tanto più che su ampi lastroni rocciosi qualcuno, in tempi molto remoti, ha scolpito numerose incisioni rupestri che rappresentano roncole, figure misteriose, e simboli sacri, quali le croci ricrociate ed il monogramma di San Bernardino. Nell'arco di tutto dell'anno hanno luogo in tutta la valle del Serchio spettacoli e feste popolari che traggono origine da antiche tradizioni. Il Maggio, diffuso un tempo ovunque, oggi sopravvive solo in alcuni luoghi grazie all'impegno profuso da alcuni studiosi ed appassionati per salvare alcuni degli aspetti più caratteristici della cultura popolare. Si tratta dell'evocazione delle gesta dei paladini attraverso la recitazione cantata di composizioni poetiche spesso create dagli stessi attori improvvisati. La scenografia è essenziale ed ingenua, per cui un foglio di carta acceso può rappresentare una città in fiamme, un baule trasformarsi nel Sacro Sepolcro ed una frasca divenire una foresta. Anche i costumi, quasi sempre gli stessi qualunque sia la vicenda narrata, si limitano all'essenziale e generalmente vengono indossati su abiti normali. Ricchi di colori e di lustrini, sono costituiti da spade finte, elmi con cimiero, corone di latta. Gli spettacoli avvengono generalmente all'aperto su palchi di fortuna o nelle radure dei boschi.
| | Il "Maggio" (Foto Olinto Punti a sinistra, Foto Circolo culturale "A.Tognocchi" a destra) |
Tra le manifestazioni religiose in costume sono degne di menzione le rappresentazioni della Passione di Cristo che si tengono a Vagli ed a Castiglione. La prima, alla quale partecipano come attori numerosi paesani, si svolge lungo la strada che collega Vagli Sotto a Vagli Sopra, ai lati della quale vengono allestite delle ricostruzioni sceniche ispirate all'architettura dell'antica Roma. La seconda, detta "Processione dei Crocioni", che si svolge il giovedì santo, vede la presenza degli Apostoli, dei soldati romani e degli appartenenti alle confraternite tutti incappuciati e dotati di fiaccole. La singolarità di questa manifestazione consiste nel fatto che Cristo è impersonato da un vero penitente. Egli procede scalzo, in catene e sotto il peso di una grande croce, col volto coperto da un cappuccio. Perché nessuno possa scoprirne l'identità, già dalla sera prima della processione si nasconde in un grosso armadio della sacrestia, per uscirne a cerimonia conclusa solo in piena notte, quando nessuno lo potrà vedere. Molto suggestiva anche la rievocazione della natività, una specie di presepe vivente che si svolge nelle strade e nelle piazze di Barga. La "Festa dei Natalecci" è una specie di gara che si svolge nella notte di Natale a Gorfigliano, dove ogni rione incendia una propria catasta di ginepro, che può essere alta anche più di otto metri. In tal modo poco prima della messa di mezzanotte la valle viene illuminata da enormi falò. Questa usanza, probabilmente legata al culto pagano del fuoco e del sole, è stata in parte cristianizzata, attribuendo alle fiamme la funzione di riscaldare Gesù appena nato. Analoghi fuochi vengono accesi anche in tutte le altre frazioni del comune di Minucciano. Un'altra tradizione molto radicata è quella della Befana, arcaico personaggio della mitologia pagana legato al culto della fertilità. Nell'usanza garfagnina, la sera del 5 gennaio, essa passa di casa in casa attorniata da diversi Befanotti spesso in compagnia del "Befano", col quale discute in continuazione. Tutti insieme cantano poesie e "befanate" e chiedono offerte che un tempo venivano devolute in beneficienza, mentre oggi sempre più spesso vengono utilizzate per organizzare cene tra amici. Il principale gruppo folcloristico della Garfagnana, molto conosciuto anche all'estero, è quello della "Muffrina", che ha sede a Camporgiano. Proprio a Camporgiano si svolge ogni anno il festival internazionale del folclore, al quale partecipano gruppi provenienti da ogni parte del mondo che vengono ospitati dalle famiglie del paese. A sua volta il gruppo della Muffrina viene invitato ad esibirsi nei luoghi dai quali provengono i vari gruppi.
| Fanciulle in costume al Palio di S.Jacopo (Gallicano) (foto circolo culturale "A.Tognocchi"). |
Sono abbastanza frequenti anche le feste folcloristiche di origine recente, come il carnevale di Castelnuovo, con sfilate di carri allegorici che rappresentano fatti e personaggi del luogo, e il Palio di San Jacopo, che alla sfilata dei carri allegorici affianca una serie di gare sportive e, talvolta, variopinte esibizioni di sbandieratori. Tutti gli anni si svolge a Vergemoli una gara di poesia estemporanea dedicata al poeta popolare Jacopo Vanni, detto "il Boccabugia". Un'apposita commissione sorteggia un tema sul quale ogni concorrente dovrà comporre una poesia. La giuria effettua nella stessa giornata sia giudizio che la premiazione. La gara è accompagnata dall'esibizione di bande musicali e di gruppi folcloristici. Una manifestazione analoga è il "concorso nazionale di pittura estemporanea" che si svolge a Corfino, in comune di Villa Collemandina.
| Sbandieratori di Gallicano (foto Circolo culturale "A.Tognocchi"). |
Numerose le sagre, alcune delle quali vengono improvvisate senza particolari attinenze con le tradizioni gastronomiche garfagnine, mentre altre si basano esclusivamente su preparazioni tipiche del luogo, come la sagra delle "crisciolette" che si svolge ogni anno a Cascio, in comune di Molazzana e la sagra delle focacce, allestita fino a pochi anni fa a Gallicano tra i pioppi che fiancheggiano il Serchio. Derivano da tradizioni più antiche le feste agresti, con il tiro della fune, la corsa nei sacchi ed altri giochi, organizzate dai pastori alle Prade Garfagnine, in comune di Fosciandora (vedi escursione 26, ) ed a Campaiana, in comune di Villa Collemandina (vedi escursione 23). Anche se ai nostri giorni si svolgono in periodi diversi da quelli originari, si riferiscono sempre al trasferimento primaverile delle greggi dai paesi ai pascoli d'alta quota.
| Maschere al carnevale di Castelnuovo. |
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